Io Sottraggo

Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione. Donne che si riempiono di cibo. Donne che si svuotano di sé.
Perché il dolore che le fa agire è in verità un dolore profondissimo. Che a volte neppure loro conoscono.
Al di là della fame e della sua negazione, esiste un’altra fame. Più feroce, più legittima, più importante. Una fame del cuore. Che ha il diritto di essere ascoltata.
Il corpo di un’anoressica-bulimica, è un corpo rotto. È corpo-contenitore di vuoti e di parole. Troppi vuoti e troppe parole. Tutto nasce da una frattura nella relazione, da una crepa tellurica nella comunicazione. Digiunare e divorare sono prese di posizione estreme. Punizioni. Penitenze. Il corpo si trasforma in una conca sgombra o una pattumiera. E il cibo-non-cibo diventa il solo strumento capace di mettere a tacere ciò che si agita dentro.




L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene. La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina. Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina. Cibo non-più-cibo. È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo. È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso. Anoressia, Bulimia, Binge Eating e Obesità sono espedienti autodistruttivi, ricercati per sopravvivere a tutto il resto. Per tentare di governare il vuoto. Per provare a non sprofondare. Presto però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie. (testo di Giovanna Lacedra)