Io Sottraggo

L’Arte può essere un potente mezzo taumaturgico che permette l’esorcizzazione delle paure, dei traumi e delle angosce attraverso l’atto creativo.

La Performance artistica di Giovanna Lacedra, che ho avuto la possibilità di curare in diversi ambiti artistici, mi ha colpito fin dal primo momento nel lontano Giugno 2011: per la sua intensità emotiva, per le grandi potenzialità educative, per la fattività dal punto di vista artistico-performativo e per il potente contenuto insito nel messaggio trasmesso. L’intento dello svuotamento e del riempimento del corpo che viene utilizzato come un tempio da sacrificare alla nera divinità del disamore e del vuoto affettivo, è sicuramente uno dei punti focali di questa patologia così devastante. Auto-annientarsi per l’affermazione di se stessi sembra paradossale e forse lo è ma è questo il meccanismo inconscio che affligge chi soffre di anoressia e di bulimia. Un grido emerge dalla scarnificazione di se, dalla diminuzione di peso ricercata in modo ossessivo e compulsivo, perché non ci si sente adeguati, all’altezza, amati. Allora inizia il carosello espressionistico dove si martirizza il proprio corpo fino al completo e totale disfacimento, fino all’ultimo atto quello estremo del Thanatos.

L’azione performativa dell’artista Lacedra è sublime in quanto ci coinvolge nell’intimità del suo disagio, quello che ha vissuto in primis. Ma la sua gestualità non paia teatrale, tutt’altro, è vita vissuta. E’ vita ri-vissuta nel momento in cui ci presenta questo suo lavoro che è video, audio, fotografico, recitato con pathos. Qui mi riferisco alla citazione del metodo Stanislavskij che si basa sull'approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore. Si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Nella nostra società dove tra i tanti mali esistenti quello dell’anoressia e della bulimia colpiscono molti ragazzi, giovani e non solo; credo che possa essere davvero innovativo ed utile alla nostra città capire cosa significhino ed a cosa portino queste patologie, trasmettere ai giovani un messaggio educativo e capire nel contempo cosa sia la Performing Art. In Italia, a meno che non si sia un operatore del settore artistico o un neofita non la si conosce e di conseguenza non si è in grado di apprezzare questa forma d’arte.

Allora mi sembra che tutto porti ad un comune denominatore: esistono molteplici e reali motivazioni sociali, culturali ed artistiche validissime per vedere questa performance e per rifletterci su ed è anche per questo che ho chiesto a Giovanna Lacedra di portare “IO SOTTRAGGO” presso la Galleria d’Arte Contemporanea e Spazio Espositivo STATUTO13. Io assicuro a tutti un forte coinvolgimento emotivo e sono convinto che non durerà solo la sera dell’evento ma che un “seme” posto nella nostra testa ci farà tornare a quelle immagini e considerarle sotto vari punti di vista anche a distanza di tempo…nel tempo.
Massimiliano Bisazza

IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire.
IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità.
IO SOTTRAGGO combatte l’omertà.
IO SOTTRAGGO è un’azione che crea e ricrea l'ingranaggio patologico, rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche. Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra, va rivissuta, per potercene sbarazzare.
Giovanna Lacedra