Io Sottraggo

Raccontare la propria esperienza legata ai disturbi alimentari attraverso una performance artistica: per trasformare in arte la patologia e per far in modo che “il corpo – per anni ostaggio di rituali ossessivi, per anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze –, diventi racconto espressivo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico”. È quello che fa l’artista lucana Giovanna Lacedra nel video, “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, che sarà proiettato sabato 6 giugno al Forte Sangallo di Nettuno nell’ambito della quinta edizione di Shigle22j, la Biennale d’arte contemporanea di Anzio e Nettuno, dedicata quest’anno al cibo e all’alimentazione. La manifestazione artistica, organizzata dall’associazione culturale Trezeri42, racconta e analizza questi due temi a 360 gradi: dal cibo inteso come prodotto alimentare, buona tavola e tradizioni al cibo legato alla questione dello spreco alimentare e ai disturbi dei comportamenti alimentari. In Italia sono circa due milioni i giovani che soffrono di anoressia e bulimia, una patologia che se non curata può essere mortale come ricorda nella sua performance Lacedra, che ha vissuto in prima persona il dramma legato all’anoressia e alla bulimia.

Per quattordici anni l’artista ha vissuto sospesa sull’altalena anoressico-bulimica, con una brutale caduta nel 2005 arrivando a pesare 39 chili. Un corpo in dissolvimento, una vita in pericolo: “Mangiare niente come mangiare tutto – spiega l’artista - svuotarsi come ingombrarsi. Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare. Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha o scegliere stoicamente la rinuncia. Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera”. Poi nella vita di Lacedra qualcosa è cambiato, la voglia di vivere è riuscita a contrastare quel corpo in dissolvimento ed oggi, con il progetto “Io sottraggo”, l’artista lucana sta tentando di dare un senso più profondo e condivisibile a questa patologia. Nel video, della durata di venti minuti, la giovane donna ha davanti a sé una bilancia e racconta, in maniera autentica e profonda, la patologia anoressico-bulimica e quei rituali ossessivi che costituiscono la triangolazione cibo-corpo-peso.

anoressico-bulimica e quei rituali ossessivi che costituiscono la triangolazione cibo-corpo-peso. Il pesarsi, il guardarsi allo specchio, il mangiare lentamente uno yogurt… “Io sottraggo – spiega l’artista – è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire. Io sottraggo vi costringe a guardare dentro il perimetro triangolare di questa verità. Io sottraggo è un atto di coraggio che mira a combattere la vergogna e l’omertà. In nome di una verità che vive rovesciata dall’altra parte dello specchio “Siamo orgogliosi – spiega Elisabetta Civitan, dell’associazione Trezeri42 – di ospitare nell’ambito di Shingle22j il video di Lacedra sulla patologia anoressico-bulimica. C’è bisogno di parlare, di condividere, di confrontarsi sui problemi legati ai disturbi alimentari sempre più diffusi oggi e che riguardano donne e uomini. È questo è un altro aspetto che Shingle22j quest’anno ha voluto affrontare attraverso una riflessione artistica a 360 gradi sul cibo, che può essere visto delle volte
(Testo di Elisabetta Civitan)