Io Sottraggo

18 Luglio 2005
“Digiuna tutto il giorno.
A cena: 2 prugne = 35 kcal,
3 mele = 220 kcal,
1 yogurt magro = 65 kcal.
Totale: 320 Kilocalorie.
Sono molto gonfia… sazia… per oggi basta così! “


22 Luglio 2005
“ Ore 9.00: Kg 40.8.
Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il mio peso è rimasto invariato.
Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo.
Ore 18.00: Kg 40.7”


Avevo 19 anni quando sono caduta in questa trappola. Ne ho 34.
14 anni vissuti nella trincea cibo-corpo-peso.
Come se mangiare o non mangiare, abbuffarmi o digiunare, ingrassare o dimagrire, restringermi e dilatarmi nel riflesso di ogni specchio fossero le sole cose che sapessi fare…

Psicoanalisi Freudiana, psicoanalisi Lacaniana, psicoterapie cognitivo-

comportamentali, dietiste che pensavano di risolvermi il problema con le loro piramidi alimentari...

Mi sono scavata fin troppo dentro, analizzata fino alle viscere ed oltre, ho scavato così profondamente da incontrare il vuoto. Poi, dopo 14 anni, finalmente ho capito che quel vuoto poteva diventare uno spazio creativo, potevo legittimarlo ad esistere e portarlo fuori da me attraverso una forma d'arte. Attraverso una performance. Oggi quel vuoto esiste non più dentro, ma fuori di me, in un perimetro triangolare fatto di vasetti vuoti. Il mio vuoto arredato di tutte le ossessioni che per 14 anni lo hanno abitato: uno specchio, una bilancia, cibo negato e cibo abusato, tabelle caloriche per mangiare numeri e numeri sputare.

L'anoressia è una patologia.
E per parlarne a chi la etichetta come un capriccio, occorre un coraggio estremo.
Io l'ho trovato. Soffro ancora. Ma non mi vergogno più.
Ho smesso di frugare nei luoghi comuni per cercare risposte immediate da dare a chi così per caso, tanto per dire, tanto per parlare, mi chiede: " ... ma come fai ad essere così magra?"

Già...come diavolo faccio? Ci vuole dedizione. Costanza. Spirito di sacrificio. Ipercontrollo. Mania. Ci vuole la patologia.

L’anoressia arriva laddove qualcos’altro si è interrotto. L’anoressia inizia laddove l’amore finisce – o forse non nasce.

Amo la fame che mi hai lasciato smettendo di nutrirmi.

Sì, sono un’anoressica-bulimica.
E lo sono tra alti e bassi. In una lotta continua, una sfida quotidiana per non soccombere.
Per resistere e magari venirne a capo. Magari, smettere persino di soffrire.

Avete altro da domandare? Sono qui per rispondere. Sono qui per confessare. Per mettere le parole al posto del cibo.

L'arte è una terapia pazzesca.
E i panni sporchi non necessariamente si lavano in casa. Certe macchie vanno mostrate al mondo intero, e non per esibizionismo puro, ma perché a volte solo guardando le macchie altrui riusciamo ad accorgerci di quelle che sporcano la nostra vita, e ci rendono meno di quello che siamo.