Io Sottraggo

4 Luglio 2005. “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo. Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione. Oggi: 475 Kilocalorie.”

Trasformare in arte la patologia. Fare in modo che il corpo – da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso –, diventi racconto espressivo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico. Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi. Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare. Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha o scegliere stoicamente la rinuncia. Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera. Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio. Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili.

Il corpo di un’anoressica-bulimica, è un corpo rotto. È corpo-contenitore di vuoti e di parole. Troppi vuoti e troppe parole. Tutto nasce da una frattura nella relazione, da una crepa tellurica nella comunicazione. Digiunare e divorare sono prese di posizione estreme. Punizioni. Penitenze. Il corpo si trasforma in una conca sgombra o una pattumiera. E il cibo-non-cibo diventa il solo strumento capace di mettere a tacere ciò che si agita dentro. L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene. La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina. Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica.

Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina. Cibo non-più-cibo. È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo. È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso. Anoressia, Bulimia, Binge Eating e Obesità sono espedienti autodistruttivi, ricercati per sopravvivere a tutto il resto. Per tentare di governare il vuoto. Per provare a non sprofondare. Presto però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie. IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere, di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire. IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità. IO SOTTRAGGO è un atto di coraggio che mira a combatte la vergogna e l’omertà. In nome di una verità che vive rovesciata dall’altra parte dello specchio.
Giovanna Lacedra