Io Sottraggo

2 Luglio 2005
“1 yogurt magro (66 kcal)
1 banana (100 kcal)
1 biscotto oro saiwa (30 kcal)
5 biscotti oro saiwa (150 kcal)
2 prugne (60 kcal)
zucchero nel caffè (15 kcal)
Totale: 421 calorie

E ho camminato e camminato e camminato…per la città. Ma perché mi faccio questo?
Perché mi sottopongo a questa torturante restrizione? Perché sono giunta fino a qui? Non penso più pensieri costruttivi. Progetto, ora dopo ora, la mia demolizione. Dove penso di arrivare?
41 Kg mi sembrano tanti, troppi , ingombranti. Voglio sottrarmi ancora un po’ di me stessa. Voglio scolpirmi. Prosciugarmi. Dimagrirmi. Il mio corpo c’è. Io ci sono. È questo che non sopporto. Vedermi."


Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia, la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna.

O per non disturbare.
Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare vengono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi.
Patologie che uccidono, vengono lette come capricci.
Eppure il dolore pulsa proprio in quell’incolmabile precipizio che si è aperto dentro al cuore e nello stomaco.

Siamo donne argute, intelligenti, ipersensibili. Donne disorientate, in cerca di una bussola. Donne spaventate, in cerca di uno scudo. Fino a quando, un giorno, il sogno di un corpo perfetto si trasforma nella sola, possibile armatura.
Siamo creature intoccabili, forse perché mai toccate nel cuore.
Abbiamo bisogno di sentirci leggere, lievi, pure perché ci pensiamo sporche ed ingombranti.
Il digiuno è l’inganno che ci purifica. Siamo ex bambine maleamate, inascoltate, inosservate. La nostra è una patologia delle relazioni sbagliate. Di una domanda d’amore inascoltata.
Non si gioca ad ammalare il proprio corpo, come in molti superficialmente pensano. Il dolore che sta dietro ad un una simile autodevastazione è molto più radicato, irrappresentabile e fondo.

Talvolta l’amore che hai dentro è così tuo da non riconoscerlo… ed è così affamato da sbranarti.

Anoressia, Bulimia, Bing Eating.
Digiunare ed ingozzarsi: due modalità per punirsi. Due forme di violenza, inaudita, incomprensibile per chi non ne fa esperienza.
Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l'anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un'inarginabile flusso di vacuità. Il cibo diventa “tossico”.
Il cibo diventa una dipendenza.

Ho paura del cibo.
Sono maledettamente innamorata del cibo.
Evito il cibo.
Sono completamente dipendente dal cibo.
Cibo assente. Cibo presente. Cibo rifiutato. Cibo divorato. Sempre cibo. In luogo di qualcos’altro.. Quando invece è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E' l'amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.
E' l'amore. E nient'altro.