HOC EST CORPUS MEUM

HOC EST CORPUS MEUM. AUTORITRATTI VISIONARI di Giovanna Lacedra.

Hoc Est Corpus Meum è un ciclo di grafiche in tecnica mista realizzate tra il 2004 e il 2010, atto a sublimare – attraverso l’immediatezza di un segno vagante su disordinate macchie di colore e caffè – quel difficoltoso intreccio di dinamiche psico-emotive sospese tra rifiuto e volontà, annichilimento e desiderio, Eros e Thanatos, che sottendono alla fatica di esser donna.
Hoc Est Corpus Meum è una nodosa amalgama di anatomie femminili, di sguardi feriti, spaventati o inferociti. È una disorientante mescolanza di corpi che si isolano e bocche che si cercano (come a voler soddisfare la sensuale urgenza di riappacificarsi col proprio doppio).
È in definitiva, la trasposizione creativa – e dunque visionaria – delle maniacali ossessioni che sono alla base della patologia anoressico-bulimica.





Questo ciclo di grafiche è nato come indispensabile appendice al sintomo. Ogni volta la stessa alchimia. Era la casualità a dettare legge. Le mie creature nascevano così. Da una macchia.

Cercavo solo donne. Sentivo il bisogno di raffigurare esclusivamente corpi femminili. Corpi dalle pose intorcinate, scomposte o strazianti, ma assolutamente femminili. Sovente scarnificati, nodosi, magri sino a sfiorare l'androginia. Ma femminili. E fortemente espressivi nella loro tensione.
Una folla di creature mi era insorta dentro, ed io non potevo far altro che darle forma. E voce. E vita. Era, in qualche modo, la mia rivoluzione. Una legione di vergini, amazzoni e dee spingeva alle soglie del mio utero.
La sola cosa da fare era lasciarle nascere…

E così le donne qui ritratte non sono, e mai potrebbero essere, nessun'altra donna all'infuori di me.