Diario di un'Anoressica

Chi leggera “IO SOTTRAGGO: DIARIO DI UN’ANORESSIA”

non potrà alzare gli occhi e tornare alle cose del mondo, senza aver compreso dal profondo che i disturbi alimentari non sono affatto malattie del corpo, e che il nodo problematico non è assolutamente il cibo.
Chi leggerà queste pagine saprà finalmente che in un disturbo del comportamento alimentare non è l’alimentazione ad essere disturbata, ma è il comportamento a farsi grido di qualcos’altro.

Espongo queste 103 pagine di verità, ogni volta ad un pubblico ignoto, e dunque incontrollabile, perché sono convinta che non esista spiegazione più chiara, più profonda, più autentica e inequivocabile, di una confessione senza filtri.

Perché scrivere del proprio dolore?
Perché una pagina bianca può farsi specchio.

Ossessionata com’ero dal riflesso della mia immagine, avevo bisogno di uno specchio che mostrasse invece le piaghe della mia anima, i vuoti abissali, le mancanze, le distanze… Ho scritto, ed è stato come incontrare mostri in una sfera di cristallo. Ho scritto, ed è stato come frantumarmi mille volte in uno specchio. Ho scritto, e ho capito di quale materia fosse fatto il mio dolore. Ho scritto per fare ordine in quel calvario. Ho scritto per sapere. Ho scritto per capire. Ho scritto per rivelare a me stessa che non si trattava di solo corpo. Ma di una di una crepa nell’anima. Una crepa nella memoria. Una voragine che si affamava della mia solitudine. Ho scritto per parlare a me stessa. Ho scritto per scoprire di cosa si nutriva la malattia. Ho scritto anche per controllare fin dove sarei riuscita ad arrivare. Ma soprattutto ho scritto per confessare. Confessare. E oggi, forte di una totale mancanza di vergogna, mostro le mie pagine, perché si sappia quale sofferenza può realmente nascondersi dietro ad una donna che si ammala di anoressia-bulimia.